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Isola della Competenza Macomer

ISOLA DELLA COMPETENZA IN SARDEGNA:
LA FAMIGLIA, PROGETTO di VITA.

isola competenza sardegna 2016Si è tenuta a Macomer dal 10 al 12 Giugno l'isola della competenza sulla famiglia, con 27 partecipanti di cui 2 provenienti dal continente.
Sul frontespizio del libretto destinato a guidare il campo, c'è scritto: " l'amore apre gli occhi e permette di vedere, al di là di tutto, quanto vale un essere un essere umano. "
Parole tratte dall'Esortazione apostolica di papa Francesco " Amoris laetitia " e che sono il soffio vitale che anima il percorso vissuto dalle persone partecipanti.
Durante la preparazione del Campo ci siamo chiesti più volte quali competenze si possono acquisire per la Famiglia; si diventa bravo in che cosa ?


L'obiettivo principale è quello di sollecitare una consapevolezza rinnovata, solida, convinta sull'importanza del matrimonio e della famiglia. Per questo è necessario testimoniare che è possibile esser felici proprio in famiglia ma che bisogna avere gli strumenti adeguati per affrontare la quotidianità di un legame spesso insidioso e faticoso.


Punti forza dell'Isola sono: la cura della persona e delle relazioni interpersonali, dei rituali dell'accoglienza, del materiale utilizzato per le attività, dei momenti di gioco e di canto, dell'approfondimento delle tematiche proposte attraverso tecniche laboratoriali, della capacità di coinvolgimento di tutti i partecipanti con esperienze diverse, attraenti ed intriganti.


Particolare fondamentale è la presenza, su 27 A.S., di 7 coppie ( 14 persone ) che connotano il gruppo il quale, quasi subito, si è amalgamato intorno ad alcuni punti di riferimento traendone giovamento nel rapporto empatico che si crea con grande spontaneità.
Gli A.S. arrivano alla spicciolata e si offrono loro i quadernetti colorati sui quali annoteranno il percorso emozionale che vuole essere uno stimolo a conoscersi, a prendere consapevolezza del proprio sentire, delle proprie emozioni, a chiamarle con il proprio nome.
Attività molto semplice ma che apre scenari imprevedibili, perché la distinzione e la verbalizzazione delle emozioni aiutano la persona a impostare relazioni più accoglienti, più vere, più semplici...


Ed ancora per rafforzare " la vocazione del custodire ..... l'aver cura di ogni persona, con amore...l'aver cura l'uno dell'altro nella famiglia " ( quaderno n°10 di S.A.) si crea un'occasione ludica ma terribilmente seria ed efficace.


Fin dal primo momento ogni persona è custodita da un angelo custode per tutta la durata del campo e fino alla fine custodito e custode ignorano l'identità l'uno dell'altro. Il custodito dovrà indovinarlo dai gesti di gentilezza, di premura, di tenerezza dei quali sarà fatto oggetto da parte dell'Angelo.
Solo alla fine ci si presenta vicendevolmente e questo è un momento topico dove le persone si riconoscono, si abbracciano, si fa festa perché peculiarità dell'isola è la gioia che si respira e si manifesta nel sorriso accogliente e sincero.


Il sabato mattina si parte per la passeggiata con la terra nel magico bosco del Monte di Sant'Antonio che troneggia sulla piana di Macomer.
Bosco nel quale potremmo andare a cercare elfi e gnomi, tanto è .... Bosco.


Una full immersion nel creato che viene annusato, toccato, calpestato a piedi nudi, i un crescendo di sensazioni ed emozioni che sono poi condivise.
Ogni A.S. infine crea un bouquet di piante e fiori : ingredienti irrinunciabili sono la bellezza, la gioia e la consapevolezza che esperienze simili sembrano cucite addosso alle famiglie dove è bello il contatto sincero, disinteressato, benevolo.


Nel pomeriggio del sabato, un po' stanchi ma felici, prendono avvio tre laboratori di " riflessione e rielaborazione " sull' Amoris laetitia: momenti importanti dove ognuno porta la propria esperienza per confrontarla con le parole del papa e con le situazioni personali.
I report di sintesi sono frutto di una partecipazione sensibile e competente. Le problematiche sono complesse e non sempre di facile comprensione, ma le sollecitazioni sono tante, importanti.


L'intendimento iniziale era quello di valorizzare le cose belle del matrimonio e della famiglia perché da queste si può ripartire per ricominciare, per ricostruire... perché – e le testimonianze ci sono – è possibile farlo. E' possibile scoprire, peraltro, come "tante difficoltà possono far rinascere e rinvigorire situazioni che sembrano completamente distrutte ".e che hanno bisogno di discernimento e di accompagnamento.
Il venerdì sera ci si incontra in un momento ludico che è quello del bivacco per sottolineare i pregi e i difetti che ognuno di noi ha e che lo caratterizzano all'interno della famiglia; le coppie hanno lavorato insieme e l'elaborazione e la produzione scenica è molto accattivante e le persone ironizzano e ridono di sé stesse con molta intelligenza.


Il sabato sera viene proposta la veglia che chiude, sublimandolo, tutto il lavoro di analisi e di sintesi fatto nei laboratori. Si utilizza come mezzo espressivo la testimonianza della missione alla quale ognuno di noi è chiamato a vivere in famiglia.


Il momento è molto intenso e commovente: ci si sente profondamente coinvolti
nelle fatiche, nelle sofferenze, negli impegni del vivere quotidiano.
C'è l'affermazione decisa e confortante che " poche gioie umane sono tanto profonde e festose come quando .... insieme viene conquistato qualcosa che è costato un grande sforzo condiviso " ( A.L.130 )


L'isola ha carattere nazionale; ancora una volta la difficoltà di raggiungere l'isola, ha impedito che gli A.S. continentali fossero numerosi.
Ce ne erano due, un altro ha donato la sua presenza e il suo contributo solo il pomeriggio di sabato; è certo che sono stati determinanti per la riuscita del Campo.
Viene difficile terminare il racconto dell'Isola con la parola " fine "....


Siamo sicuri che tutto ciò che abbiamo vissuto e sperimentato verrà custodito nel cuore come cosa preziosa da coltivare in famiglia perchè tutti noi ne possiamo raccoglierne frutti di amore, di mitezza, di felicità, di pace.


Lilli

 

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